lunedì 22 maggio 2017

(parentesi di me): le mie elementari - parte 2 -

foto da web

Se vi siete persi la prima parte leggete qui.

Ritornando alla Maestra... i miei hanno rifiutato l'insegnante di sostegno, spiegandole che a casa ero una bambina normalissima: giocavo, parlavo e mi comportavo come le bambine della mia età... e i miei genitori per primi avrebbero segnalato alla Maestra delle anomalie, se ci fossero state.
Mio Papà mi suggerì di alzare la mano anche quando non sapevo la risposta e, quando invece pensavo di saperla, di alzarla in un modo esagerato facendomi notare (tipo io..io...iooooo!!!).
Questa che io definisco "ginnastica del braccio" funzionò. Al colloquio successivo la Maestra disse che ero molto migliorata... anche se non mi faceva rispondere mai.
Inutile dire che il mio livello di attenzione era pari a prima, nulla era cambiato per me e, siccome questa cosa di alzare la mano per far notare che ero presente non faceva parte del mio essere, ripiombai nella situazione iniziale.

I miei voti non erano eccellenti e non ero per niente stimolata a migliorami.
Non ero neppure "tra le sue grazie", diciamolo...
La parola "discreto" era quella più frequente e, in ogni pagella il solito neo "Segue gli argomenti programmati con attenzione, ma scarsa partecipazione (oppure: ma senza fare interventi)".

Ora: spiegatemi come un bambino possa seguire e non partecipare? Se segue, sta già partecipando...
se non ti va bene, coinvolgilo, fai delle domande, rendilo partecipe, tienilo un po' più vicino a te per dargli sicurezza?
Che poi... che fastidio potevo dare a stare nel mio brodo?
Ero presente solo fisicamente... per fortuna non sapevo smaterializzarmi... lo avrei fatto volentieri ma, allora, anche andare in bagno era un'impresa.

All'epoca la carta igienica della scuola non era in bagno ma nell'armadietto dell'aula, quindi, chi doveva fare qualcosa più della pipì chiedeva "Signora Maestra, posso andare ai servizi?", si alzava, si recava all'armadietto, prendeva la carta igienica e andava in bagno (con tutti gli altri bimbi che ridacchiavano sotto i baffi... "deve fare la cacca!"). Prima di almeno un quarto d'ora non rientrava nessuno dal bagno, anzi, avevo compagni di classe che si chiudevano dentro delle mezz'ore (forse perché non ne potevano più della Maestra :) ).
Una mattina scappa anche a me, faccio tutta la tiritera e... dopo 5 minuti (giuro, avevo l'orologio, non sono passati più di 5 minuti), arriva la Maestra in bagno tutta agitata a cercare i miei piedi dallo spiraglio della porta "Elisabetta... dove sei? Stai male?" "No, sto facendo la cacca".
...E se anche mi lasci in pace due minuti in bagno, non muore nessuno... avrei voluto aggiungere.
Eppure si vede che, per Lei, ero troppo lenta anche in quel momento...
Da allora, non sono più andata in bagno a scuola per il timore che mi venisse a cercare anche lì.
Poi, passata in altri istituti, l'abitudine di trattenere tutto mi è rimasta... :(

Anche verbalmente, essendo già di carattere un po' chiusa di mio, i cinque anni delle elementari non hanno fatto altro che chiudermi ancora più a riccio, facendomi sentire insicura e intimorita dalla sua figura. La cosa che mi fa più incavolare è che Lei non mi abbia mai né capito né accettato per quella che sono, oltre a non aver tentato di aiutarmi a cambiare, a migliorarmi... visto che, ai suoi occhi, avevo così tanti difetti.

Ricorderò sempre un giorno in cui interrogò su alcune letture fatta a casa.
Mi accorsi che premiava chi non necessariamente riassumeva la storia (io avevo un potere di sintesi molto sviluppato nelle mie interrogazioni... un minuto ero al mio posto), ma chi ripeteva lo stesso concetto più e più volte con sicurezza. Provai anche io... la presi come una sfida, la lettura era "L'unione fa la forza": in poche parole spiegava il perché alcuni pesci si muovono in branco. Una lettura orrenda, senza fantasia, era bella solo l'immagine del mare e dei pesciolini gialli che nuotavano.
Mi invento un discorso sull'unione, sul collaborare per aiutarsi, facendo collegamenti tra animali e persone (nulla rispetto a quello realmente scritto), ripeto lo stesso concetto più volte, ma in modo leggermente diverso, come una macchinetta, praticamente commentando solo il significato del titolo... avrei potuto non aver letto un tubo... la Maestra non riesce ad intervenire più di tanto, gli parlo anche sopra (tiè!) e alla fine mi ferma con un gesto della mano (tipo vigile)... risultato? mi porto a casa un BENE.
Non credo per quello che abbia detto (che, probabilmente, condivideva) ma per il COME l'abbia detto.
Peccato non faccia la venditrice del folletto, ora. Perché ripetere così, secondo me, non è dimostrare di aver studiato o letto... ma dare aria alla bocca.

Ne avrei di aneddoti da raccontare... ma il solo pensiero di farli riaffiorare mi mette di malumore.

Con il passare degli anni, nel corso della mia vita e in diverse occasioni, mi è capito ancora di imbattermi in persone che mi consigliano lo psicologo, il neuropsichiatra... sarò matta, riservata o implodo quando davvero mi fanno incavolare... ma son così... e sono consapevole di non poter piacere a tutti! :)


venerdì 19 maggio 2017

idea riciclosa: la baby "schiscetta" riciclosa

Qualche volta capita, in fase di svezzamento o anche nella fase appena successiva, di essere invitati ad una cena, una pizzata, un pi-nic o una semplice merenda... "come" e "in che cosa" portare il cibo per i bimbi piccoli?

Io, che ho la mania di conservare tutto, ho trovato dei contenitori in plastica ideali per questo genere di trasporti. Sono piccoli o comunque adatti alle porzioni dei bimbi, hanno un tappo ermetico "a click" che regge bene (anche i liquidi), ideali per ogni tipo di pappa, dalla classica crema di riso alla frutta/verdura, dalla pastina alla carne tagliata a pezzetti.
Per essere ancora più sicuri che non si aprano durante il trasporto, è possibile avvolgerli nella pellicola o contenerli con un elastico, il tutto conservato in una piccola borsa frigo.
Quali contenitori saranno mai?
Sono quelli del mascarpone!!!
Una volta consumato il contenuto, basta lavare e asciugare con cura la scatoletta e, al momento dell'uso riempire-trasportare-togliere il coperchio e voilà...!
Il pranzo è servito nella baby schiscetta riciclosa!* - **


*Questi contenitori non nascono con lo scopo di essere messi nel microonde, quindi, se si ha la necessità di scaldare la pietanza, è il caso di rovesciarla prima in un pentolino (da mettere sul fuoco) o in un piatto adeguato per i microonde.

** E' da intendersi che questo tipo di contenitore fa il suo dovere per piiiiiiiccole trasferte in luoghi vicini, non per viaggi intorno al mondo! Per conservare altri tipi di prodotti della prima infanzia (es. latte in polvere) nella loro integrità è meglio utilizzare gli appositi contenitori speciali, attenendosi alle regole di conservazione.

mercoledì 17 maggio 2017

spring wedding: matrimonio con la pioggia

La primavera quest'anno sembra proprio non arrivare...
"Sposa bagnata, sposa fortunata", se il meteo non prevede tregua dalla pioggia occorre pensare ad un piano B, altrettanto originale ed unico per questo giorno speciale che nemmeno l'acqua può rovinare.
Ecco alcuni suggerimenti.




wedding idee
(partendo dall'alto)
1. Un ombrello e dell'acqua diventano uno spunto creativo,
un bravo fotografo sa cogliere degli scatti davvero unici
  2. può essere bianco, nero, trasparente,
colorato (in tinta con i colori dell'evento)
oppure un arcobaleno di colori
l'ombrello diventa un accessorio indispensabile
3. anche nel cocktail di benvenuto svetta un ombrellino,
questa volta di carta e solo decorativo
4. per la sposa scarpe e stivali in tinta
magari da abbinare al colore dell'ombrello
5. un altro scatto romantico sotto un ombrello trasparente
6. per la location ci sono due alternative: 
un luogo chiuso, ampio e riparato
oppure una tensostruttura che protegge dal temporale improvviso
ma che possa essere aperta qualora il tempo migliori
www.iotcevents.com
7. e se l'ombrello diventasse un elemento decorativo della tavola
e dell'allestimento dei tavoli della sala?
www.amichedellasposa.com
8. e per gli invitati? Se ne siete sprovvisti...
afferrate un ombrello per ripararvi!
Ma non sarebbe originale anche come idea-bomboniera?


Toni e sfumature nel blu su una partecipazione 2 in uno con l'invito:
due innamorati si scambiano un romantico bacio
nascosti sotto un'ombrello. 
Altre proposte a tema?
Consulta la mia cartella su Pinterest!!!

lunedì 15 maggio 2017

(parentesi di me): le mie elementari - parte 1 -

foto da web

A settembre il Tatino inizierà la scuola elementare.
Sarà una scuola nuova anche per me, visto che l'ho frequentata nel paese limitrofo (l'edificio dove andavo io non esiste nemmeno più in quanto inagibile...).
E così affiorano i miei ricordi di scuola... le mie elementari.

Sono a pensarci mi viene il magone, non per la nostalgia... ma da quanto ho profondamente odiato ogni singolo giorno dalla prima alla quinta. In cuor mio spero che Tatino abbia un'esperienza completamente diversa dalla mia, altrimenti sarà un'agonia al quadrato.
Si partiva con la tortura del grembiule, che mia mamma "abbelliva" con colletti di pizzo che mi davano prurito sul collo... ma quella era il male minore... il peggio era la Maestra.
Avrà sorriso 5 volte in 5 anni, sempre vestita austera con gonna grigia/nera/blu, camicia azzurra/bianca e maglione blu/nero. Un sergente di ferro... un mio compagno di classe (all'epoca definito da lei il più turbolento... mi vien da ridere pensando ai bimbi di oggi...) l'aveva definita "UN LEONE". In effetti non l'ammazzava nessuno... in cinque anni ha fatto un sabato a casa (per l'influenza) e una settimana di mutua perché il marito si era rotto una gamba sciando.
Quella settimana la ricordo benissimo perché è stata l'unica in cui mi svegliavo presto e non vedevo l'ora di andare a scuola con la supplente... che adoravo e che, ogni tanto, incontrandola ancora per strada, mi fa strappare un sorriso... (lei ovviamente non si ricorda assolutamente di me, ma io si!).

Ricordo che prima di iniziare questa avventura i miei genitori mi avevano raccomandata di comportarmi bene, di parlare solo se interpellata, di stare composta nel mio banco, di fare quello che mi diceva la Maestra... e diciamo che non siamo partiti proprio con il piede giusto...

In prima elementare, dopo una settimana circa, la Maestra alla fine delle lezioni mi chiama alla cattedra e mi dice che ha bisogno di parlare con i miei genitori.
Io arrivo a casa tutta contenta e comunico la notizia a mamma e papà i quali sgranano gli occhi e cadono nel panico. "Ma hai detto o fatto qualcosa, Elisabetta?" "Ma noooo" rispondo io.
Io pensavo che la richiesta di parlare con i genitori fosse una cosa positiva, bella. Tra l'altro mio Papà era coscritto della mia Maestra, si conoscevano fin da bambini... chissà cosa aveva da dirgli.
Sta di fatto che i miei fanno questo colloquio e quello che ne esce è a dir poco... non so nemmeno io come definirlo...
Secondo la mia Maestra non partecipavo attivamente alle lezioni (dopo una settimana), non alzavo la mano per intervenire (se non sapevo la risposta...), ero molto timida e riservata, parlavo poco (certo Lei non è che fosse molto di aiuto con il suo aspetto...) insomma... il verdetto fu che avrei avuto bisogno di un'insegnante di sostegno.
Con tutto il rispetto per le insegnanti di sostegno, ma proprio io non ne avevo la necessità...
avrei avuto bisogno di integrarmi con un po' più di tempo, perché non tutti i bambini sono uguali, avrei voluto un segno di accoglienza che mi mettesse a mio agio, non quella sua faccia sempre seria/incazzata con il mondo, pronta solo a rimproverare ogni movimento di noi alunni e ad incenerire con lo sguardo.
Morale della favola, grazie a Lei, ho odiato profondamente non solo Lei ma l'istituzione della scuola in generale. Fino alle medie, dove sono ufficialmente rinata.

Il ruolo di una Maestra, secondo me, non dovrebbe essere solo quello di insegnare bene una materia, deve esporsi in prima persona, mettere la sua faccia, le sue idee, stimolare nel modo giusto gli alunni, capire le esigenze diverse di ognuno di loro, riporre fiducia in loro, dare loro delle responsabilità, aggiornarsi, ma anche raccontare di sé, della sua vita, è un'essere umano anche Lei... perché solo facendosi conoscere ed ottenendo la fiducia trasmetterà la passione per la materia ai suoi allievi e lascerà in loro un segno indelebile... prima come persona e poi come insegnante. Oltre a italiano, matematica e scienze la Maestra deve insegnare anche la vita... in definitiva passa moltissime ore insieme ai suoi alunni (forse anche più del tempo che si trascorre con la sua vera famiglia...), quindi non può essere un ruolo superficiale tipo: vado-apro il libro-spiego-interrogo e ciao...
Va bene mettere dei paletti per farsi rispettare, essere seri, punire se necessario, anche quello aiuta gli alunni a crescere. Ma siamo tutti delle persone... un po' di umanità...
E non c'è Montessori o Steiner che tenga, queste "doti" stanno in qualunque persona abbia voglia di fare ogni giorno il proprio lavoro, qualunque esso sia, dal bidello all'insegnante di ginnastica, dal dirigente scolastico (che a me piace chiamare ancora Preside) all'insegnante di sostegno.

E basta, vi prego BASTA, chiamare lo psicologo, il logopedista, l'insegnante di sostegno, il salcavolo per cose davvero inutili... ho capito che devono lavorare anche loro, ma comunichiamo prima con la Famiglia, il canale tra casa - alunno - scuola è fondamentale e deve essere sempre aperto, senza accuse o giudizi. Non c'è peggior orecchio di chi non vuol sentire, ma anche tante bocche che parlano, parlano, senza ascoltarsi, capirsi e venirsi incontro... Tante volte, basta una collaborazione con i genitori per superare delle piccole difficoltà. I casi gravi che hanno bisogno di un aiuto specifico con degli specialisti sono ben altri... non chi ha la "R moscia", non chi parla due lingue in casa e fa un mix di pronunce, non chi è un po' disordinato nei quaderni, non chi disegna qualche volta con il pennarello nero...
Ci sono casi molto più gravi e più complessi di queste cagate... perdonatemi il termine.

Nonostante la mia Maestra non fosse del genere descritto sopra, a Lei devo la mia preparazione grammaticale. E' vero, sono passati anni, non scrivo perfettamente... ma ogni membro della mia classe ha ricevuto fin da subito una buona base sotto questo aspetto. Poi, qualche seme è germogliato di più, qualcuno di meno... come la natura impone che sia.

Volete sapere come è andata a finire la storia dopo il colloquio?
Seguitemi!!!

domenica 14 maggio 2017

le mamme sono questo e tanto altro...

Quando mi capita di incontrare un'amica che aspetta un bebè, contrariamente al 90% delle altre mamme, cerco di non dare consigli, perle di saggezza o anche solo "ammonimenti"...
Fin dal primo mio bimbo l'unica cosa buona e giusta che mi hanno detto è stata "Ogni bambino è a sé".
Si, perché non li facciamo con lo stampino... il mio è diverso dal tuo, che tu sia parente consanguinea o meno. E gli stessi figli nati dalla stessa madre sono diversi, per fortuna, aggiungerei, altrimenti ci cloneremo tutti come la pecora Dolly e saremmo tutti identici.
Dopo essere diventata bis-mamma (il che non fa di me un'esperta del settore, sappiatelo), ho anche intuito che "Ogni mamma è a sé".
Ognuna ha le sue idee, i suoi valori, il suo modo di educare ed esprimere sé stessa nell'ambito del suo nucleo familiare.
C'è la mamma "Lasciamogli fare tutto ciò che vuole, tanto prima o poi impara da solo" che alleva i figli "allo stato brado" e quella ansiosa, che se anche avesse venti figli avrebbe l'ansia tanto per il primo quanto per il ventesimo. C'è la mamma con un figlio, con due, con tre, la temutissima "mamma dei gemelli"... ma siamo tutte nello stesso calderone.
E non ce n'è una perfetta e una che sbaglia. Ognuna è a sé.
Una cosa è certa: il parto è doloroso per tutte (chi prima, chi durante, chi dopo)... non veniamoci a raccontare frottole... fa male, e solo noi mamme sappiamo quanto. Male tanto quanto il desiderio di un bambino che non arriva, male come l'attesa/i viaggi/la speranza di poterne un giorno adottare uno.
Non c'è la mamma di serie A e quella di serie B, siamo tutte sullo stesso piano.
Non c'è bisogno di fare del terrorismo gratuito raccontato il proprio parto, con dettagli di squarci e punti cuciti alla Rambo... non si vince nulla, non c'è in palio nessun premio al parto più temuto della storia, teniamoci per noi questi bei ricordi.
Le Mamme sono questo e tanto altro...
Cucinano cose buonissime, o perlomeno ci mettono tutto l'impegno possibile.
Lavorano (in casa, fuori casa, ovunque)
Leggono al proprio bimbo una storia per il piacere di stare insieme.
Cuciono vestiti di carnevale anche se non sono sarte.
Ti fanno ripetere la lezione per prepararti al meglio il giorno della verifica.
Rinunciano a cose per loro, pur di garantirle ai propri figli.
Urlano, si arrabbiano, sgridano i propri figli quando fanno una cosa che non avrebbero dovuto fare...
ma sanno anche spiegarne il perché, abbracciare e perdonare.

A tutte Mamme:
sorridetevi,
collaborate,
condividete,
apprezzatevi...
perché è la miglior lezione di vita che potete dare ai vostri figli
e il miglior regalo che possiate fare a voi stesse!


foto tratta da qui





venerdì 12 maggio 2017

idea riciclosa: quadretti fai-da-te

Tempo fa ho pinnato un'immagine di una serie di quadretti da appendere in casa.

immagine pinterest
Come ben si nota, non si tratta della classica cornice con all'interno un'immagine... bensì di cartelle lavoro (le possiamo chiamare così?) con appeso alla relativa pinzetta una foto, un foglio, una frase, un elenco...

... Anche il mega-righello mi piaceva molto ma non ho posto per quello...

Non trovando 6 cartelline uguali (e anche economiche) e non sapendo poi come appenderle al muro ho trovato un'alternativa riciclosa. Ecco cosa occorre:

oltre che a taglierino, forbice e metro!

Le mollette che ho usato io sono state riesumate dal laboratorio di mia Mamma, ma si trovano in commercio (simili) a modico prezzo.


Ora basta inserire nelle mollette tutti i disegni, foto, immagini, frasi che più vi piacciono.
Io ho deciso di ispirarmi alla primavera (anche se qui tarda un po' ad arrivare) e di aggiornare i sei pannelli ogni nuova stagione, con frasi motivazionali, colori diversi e tanto altro.



In questo modo la parete della scala (dove li ho collocati io) è più viva, vissuta e personale.
Eccezionalmente, in occasione della Festa della Mamma, ho realizzato un A4 da appendere...
che vi lascio scaricare gratuitamente qui di seguito!
...Sperando di avervi ispirato a creare un lavoretto simile...!!!



mercoledì 10 maggio 2017

il dado della Mamma

In rete, per la festa della Mamma, si trovano spesso grafiche con veri e propri "carnet" di attività da fare insieme alla Mamma.... Qualche tempo fa ne avevo trovata una a forma di dado ... ma non ricordo più chi, dove e quando ...perdonatemi ma perdo un po' di colpi ultimamente...!!!
Ho voluto così riproporne una io con un mix di cose utili e simpatiche, che potranno essere messe in atto a sorte, con il tiro di un dado... vediamo come!


Basta scaricare e stampare questo foglio, colorarlo (se vi va, magari insieme ai bimbi), tagliare e piegare secondo le istruzioni e... TIRARE il DADO!

A quel punto, ciò che apparirà sulla parte superiore sarà l'attività da fare! 
Io ho scelto:

1) VOGLIA DI DOLCE prepara insieme alla mamma un dolce
io sono una golosona... ai dolci non resisto e adoro pasticciare in cucina!

2) SERATA SENZA CUCINA oggi preparate voi la cena
questa è un'arma a doppio taglio, lo so... non vale la pizza acquistata in pizzeria!
ah, dimenticavo... chi cucina, pulisce! (servizio competo!)

3) SERATA CINEMA guardiamo un fil insieme (lo sceglie la Mamma!)
potete recarvi al cinema oppure scegliere un DVD da vedere a casa, oppure ancora dare il potere del tecomando alla Mamma (per una sera, eh!)

4) UN GRANDE ABBRACCIO
questo non costa nulla ed è forse il più bello dei regali per una Mamma!

5) AIUTO LA MAMMA in una faccenda di casa (decide Mamma!)
che sia apparecchiare la tavola, stendere il bucato o lavare il pavimento... si eseguono gli ordini della Mamma! (senza fiatare!)

6) FACCIAMO COLAZIONE AL BAR tutti insieme
invece della classica colazione a letto (che secondo me lascia solo un sacco di briciole ovunque) un bel cappuccio&brioches al bar è un dolce sfizio!


Avete in mente altre attività diverse da queste?
Nessun problema: scaricate, stampate e ritagliate il dado. Capovolgetelo e scrivete nelle relative caselle le cose che vorreste. Dopo di che incollatelo "al contrario", cioè con le mie scritte all'interno e le vostre all'esterno... e il dado personalizzato è fatto!!!!

Quando e come usarlo?

Le regole del dado non esistono... lo si tira quando decide la Mamma!!!!
Altrimenti che dado della Mamma è??? :)


lunedì 8 maggio 2017

la borsa delle mamme

Dopo il post dell'Auto delle mamme... non potevo che scriverne uno con protagonista LA BORSA.

E' riduttivo chiamarla borsa, lo so... si tratta infatti di una valigia vera e propria... ma cosa contiene una borsa della mamma?

- il portafoglio con le tessere sanitarie di tutta la famiglia, o almeno la propria e della prole;
i contanti sono sempre in minoranza rispetto a tutti i biglietti/scontrini/buoni sconto (di supermercati e negozi vari) che una mamma colleziona al suo interno.
- il cellulare, solitamente scarico (almeno il mio quasi sempre quando esco di casa)
- chiavi: un mazzo infinito (casa, ufficio, nonni, auto ecc. più una chiavetta USB e vari apri-cancelli automatici)
- fazzoletti di carta (nuovi e usati)
- un kit per il cambio con: salviette, pannolino, mini asciugamano, bavaglio di scorta e altri fazzoletti (...che non si sa mai...)
- caramelline varie sciolte libere e vaganti per la borsa (sotto Pasqua arrivano anche gli ovetti)
- braccialetti anti-vomito per l'auto
- due borse di stoffa riutilizzabili e richiudibili per fare la spesa.
- una paio di macchinine
- blocchetto & biro

a seconda del meteo potrebbe contenere anche: cuffie, cappellini, impermeabili e ombrelli portatili

La valigia delle mamme, pardon, la borsa è sempre un modello GRANDE, quasi sicuramente a tracolla perché, oltre ad essere cariche, ci piace avere le mani libere... per fare 1.000.000 di cose contemporaneamente.
Prima di essere mamma cambiavo borsa a seconda di come ero vestita, a seconda delle occasioni.
Adesso quella è la borsa e quella rimane... perché traslocare il suo contenuto significa perdere qualche pezzo e trovarsi senza una cosa nel momento del bisogno.

Visto che la mia tracolla stava dando segni di cedimento, ho deciso, in vista della primavera, di marchiare per qualche mese la mia borsa nera e sfoggiare un regalo ricevuto a Natale.
Ecco la mia splendida borsa (con l'aggiunta di una tracolla fai-da-te... non riesco a farne a meno!) con la bellissima illustrazione a cura di Laura Cortinovis. Vi piace?



p.s. questo post NON è sponsorizzato ma, quando un prodotto vale, è giusto dargli merito.
Grazie comunque a Laura che mi ha autorizzato a parlarne sul blog
e a mia Sorella Elena che me l'ha regalata!!!


venerdì 5 maggio 2017

idee riciclosa: raccolta festa della mamma

In questi ultimi tempi, mesi ed anni ho pensato a diverse idee per la festa della mamma...
Ho quindi deciso di proporre oggi una raccolta, nel caso ve ne foste persa qualcuna...









altre proposte le trovate qui...



Se anche tu hai un'idea origianale
per la festa della mamma
commenta qui sotto
e inserisci il link alla pagina del tuo progetto!


...settimana prossima ho in serbo altre cosucce a tema "Mamma",
seguitemi!



mercoledì 3 maggio 2017

festa della mamma: il biglietto/busta da Super Mamma

Ogni giorno, ogni mamma si sveglia e sa che dovrà correre...
anche se è stanca, nervosa, assonnata... ha sempre un grande sorriso per i suoi bimbi!
Ognuna di noi mamme è una SUPER MAMMA!

E' a questo che mi sono ispirata per creare un biglietto/busta scaricabile e stampabile in occasione della Festa della Mamma!


Grazie alla fustella di cartonus.com e all'illustrazione di freepik.com
potrete realizzare un biglietto davvero unico per la vostra Mamma!
Questa sarà la parte esterna del biglietto...
poi, ritagliando lungo la le linee piene e piegando sui tratteggi, si otterrà una busta!
All'interno è possibile scrivere una dedica personalizzata,
oppure allegare un cartoncino rettangolare con un pensiero speciale per la Mamma!

Che ne dite? Vi piace?

Buona Festa della Mamma!

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