lunedì 18 settembre 2017

(parentesi di me): e lo chiamavano carico emozionale...

La scorsa settimana è inizia la scuola per il mio Tatino, più la fine dell'inserimento del Piccolo... ma solo ora riesco a scrivere due righe di ciò che è successo in questi giorni.
Un po' perché la fantasia di questi luoghi impone un'ampia elasticità di orari: prima porta uno, poi porta l'altro, poi riprendi uno, poi riprendi l'altro, e uno ha già mangiato e l'altro no, poi c'è la riunione, poi procurati i materiali che mancano, corri di qui, corri di lì...
La Maestra della Materna ha definito questo momento come un "carico emozionale"... per me è stato un fardello, un caos dentro e fuori, un pianto alternato da entrambe le parti, quando uno andava contento, l'altro piangeva e viceversa... un ricordarsi e imparare da capo numeri, nomi, volti, cose, dove si entra, dove si esce, avvisi, carte da consegnare compilate, appuntamenti...
senza contare che in queste ultime tre settimane praticamente non si dorme più...
Eh, sì! Perché ho avuto la brillante idea di accontentare Tatino procurandoci un vecchio letto a castello nella NUOVA CAMERETTA, sposandoli entrambi in blocco.
Peccato che, a una carta ora, di solito dalle 24,00 in poi, si assiste ad una migrazione nel lettone, tutti insieme appassionatamente, senza marito, che avrebbe bisogno anche lui di una rieducazione su dove è meglio dormire...
Il piccolo poi, come se non bastasse, fa una serie di risvegli: alle 2,00/2,30 alle 3,30/4,00, alle 5,00, alle 6,00... magari non tutti, ma due o tre di sicuro. E quando non si sveglia lui, mi sveglio io lo stesso con l'ansia che cada dal lettone o che il fratello grande lo schiacci, perché lui non dorme come i comuni mortali, noooooo... lui ruota e vaga sul materasso, rigorosamente sopra le coperte/lenzuolo.
Quindi è inutile dire che HO SONNO.

Questo non significa che non abbia voglia o cose da scrivere qui, anzi.
Cerco solo di pesare le parole, di interiorizzarle, di ri-elaborarle un attimino, perché la mia mente ne vomiterebbe, in qualche momento. Ma bisogna porre un freno, qualche volta.
Bisogna avere la pazienza di "stare a vedere", aspettare e sperare.
Nel lasso di tempo che i bimbi sono nelle rispettive scuole ti sembra di aver conquistato il tempo per fare le cose, le commissioni, il lavoro... poi guardi per la prima volta l'ora e sono le 11,30 passate... !
Come le 11,30? Ho appena iniziato...!
E allora metti il turbo, fai il possibile e anche oltre... inforchi la bici e passi a recuperarli, di corsa.
Ti trovi con il fiatone a scovare i loro occhietti che ti cercano, ad ascoltare le novità, il gusto dei panini che hanno i compagni di banco, a vedere il disegno libero che hanno fatto... e vorresti stringerli a te e non farli uscire mai più di casa... ma il grande ad un bacio sulla guancia risponde "Che schifo!", e allora capisci che devi farli volare come un aquilone, liberi nel cielo ma con un filo sottile che li guida, quando e se ce ne sarà bisogno.

Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo, non si smette mai di imparare.
Si fa un passo avanti e due indietro.
Ma quei due musetti non mi stancherò mai di osservarli, con la consapevolezza di cosa ho creato e con lo stupore di scoprirne altri mille aspetti nuovi.


foto da web







24 commenti:

  1. Bellissimo questo pensiero: "Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo, non si smette mai di imparare.
    Si fa un passo avanti e due indietro".

    Aggiungo il più difficile e il più affascinante.

    Io adoravo il lettone dei miei, ma mi piaceva starci la sera a leggere, durante la degenza e al massimo la mattina della domenica. Ma mai a dormire, avevo già bisogno dei miei spazi!

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    1. Grazie Riccardo, hai detto bene: difficile e affascinante... che dette insieme sembra una cosa da pazzi, ma è davvero così! Mi permetto di indagare... tu sei papà?
      Io ho sempre adorato il mio lettino, sul lettone mi piaceva solo saltarci sopra con mia sorella la domenica mattina prima che venisse di nuovo sistemato! Eli

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    2. No, solo zio :D e la cosa mi ha comunque permesso di osservare da vicino cosa significa avere un figlio, anche se ovviamente non ho vissuto il tutto in prima persona.

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  2. Bellissimo post: hai saputo dar voce ad emozioni e sentimenti che tutte le mamme provano ma che faciamo fatica ad esprimere e speigare a voce... tu ci sei riuscita benissimo e mi ci ritrovo in pieno!
    Ciao

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    1. Grazie Maryclaire! Forza!!!! Non siamo sole!!!!!!
      Un abbraccio Eli

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Ciao omonima!!
      un saluto veloce veloce, e per avvisarti che Fiore ha indetto lo swap d'autunno...non volevi partecipare??...eccotelo!!!
      un sorriso
      Ely

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    2. Grazie Ely! Partecipo anche io!!!!!!! Un abbraccio Eli

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  4. Grazie Eli che ti 6 iscritta....vedo che Ely ti ha pure avvisata!!! ehehehheh.....
    bello il tuo post carico di amore di mamma :-) un bacetto ai tuoi bimbi

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    1. Grazie Fiore! Attendo tue indicazioni per lo swap! Un abbraccio Eli

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  5. In questi giorni siamo tutte un pò prese da questo "carico emozionale" tra inserimenti a scuola...nuovi percorsi scolastici...adattamento e ripresa della routine di sempre, dopo le vacanze... almeno personalmente mi sento abbastanza coinvolta in tutto ciò! Ma sono sicura che presto raggiungerò l'equilibrio... il ritmo dello scorso anno e tutto sarà più facile! Condivido che essere genitore è davvero il lavoro più difficile ma anche il più bello!
    Un abbraccio!

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    1. Grazie Mammachebrava! Hai ragione, bisogna raggiungere un equilibrio, una nuova routine... non è facile, soprattutto dopo un mese intero passato a casa. Purtroppo anche gli orari sono diversi da quelli dello scorso anno, bisognerà ri-assettarsi con nuovi schemi tattici e strategie organizzative! Ce la faremo, dai! Un abbraccio Eli

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  6. Vero, mestiere difficilissimo che ad esempio io non sarei pronto a intraprendere.
    Dai, ogni inizio è cosa dura, poi tutto si assesta :)

    Moz-

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    1. Grazie Moz! Dai che sei ancora GGGiovane! Hai ancora un piccolo margine di tempo per prepararti a questa esperienza!
      In ogni fase, poi, si rimpiange sempre quella precedente... quando avevi trovato un minimo di assestamento ed equilibrio...trac! Ne arriva un'altra... e si ricomincia! Eli

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  7. Ciao Eli! Anche io oggi ho scritto qualcosa sull'inizio della scuola, pur se con qualche giorno di ritardo.
    Il tuo post è bellissimo, così come l'immagine che hai scelto dell'aquilone che vola nel cielo...è difficile lasciarli andare, è vero, ma è poi così bello vederli volare, vero? Ora che sono piccoli saranno voli magari più brevi e non troppo alti, poi saranno più lunghi e più alti, nelle varie età della loro crescita...e io immagino che anche quando saremo mamme (e papà, naturalmente) con le rughe e i capelli bianchi staremo ancora lì a guardare col fiato sospeso ma anche ammirati e fieri l'aquilone dei nostri figli oramai adulti, ma sempre figli! Perchè si è genitori per sempre e come tu hai detto bene non si finisce mai di imparare...
    Un abbraccio!

    PS: il tuo piccino che vaga per l'intero letto da capo a piedi, rigorosamente al di sopra delle coperte, mi ricorda qualcuno di molto ma molto familiare...tipo mio figlio, il monello!!! :D Solo che lui lo fa nel letto suo, in cameretta. Almeno, con le spndine laterali che ancora gli metto la sera, mi risparmio di stare sveglia per i suoi movimenti "vaganti" ;)

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    1. Grazie Maris! Anche io a volte cerco di immaginarmi un po' vecchietta e rompiballe (già lo sono ora) e loro adulti... mi viene sempre un po' il magone ma, come dici tu, è una gran soddisfazione vederli volare e spero, un giorno, raccogliere i frutti di tutti gli insegnamenti che abbiamo seminato nel tempo.
      Anche se ho il presentimento che, anche da anziani, ci sarà ancora molto da imparare, da conoscere, da capire.
      Un abbraccio grande! Eli

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  8. Ciao cara, io sono alle prese con l'asilo e...sì, è un vero carico emozionale e tu che lo stai vivendo addirittura per due bambini hai tutta la mia stima e la mia comprensione!! Per fortuna il Vichingo, a parte due giornate terrificanti la scorsa settimana, piange solo al momento del saluto ma ci va volentieri e le maestre sono contente, è sereno, mi hanno anche risolto in pochi giorni il problema dello spannolinamento! Mi ritrovo nelle tue parole e ascolto il tuo consiglio: a volte bisogna solo aspettare e stare a guardare e il nostro mestiere è il più difficile del mondo, quando pare si sia assestato tutto..si ricomincia! Un abbraccio

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    1. Grazie Serena! Trovare delle Maestre di cui fidarsi, con cui si può collaborare in un ambiente sereno è la base per ogni grado di scuola. Il resto lo fanno loro, i nostri bimbi... con la voglia di scoprire, di imparare, osservare, conoscere.
      Poi qualche lacrimuccia ci sta... alle volte penso che sia più difficile per una mamma che per un bimbo l'inserimento... perché i bimbi si adattano in molto meno tempo e sono più propensi alle novità rispetto a noi adulti!
      Un abbraccio Eli

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  9. Squarcio sulla quotidianità di tante mamme, davvero ben riportato! E poi ti chiedono come mai sei così stanca la sera...

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    1. Grazie Priscilla! Stanca la sera? Io mi alzo dal letto che son già stanca al mattino...
      Un abbraccio Eli

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  10. ed eccomi finalmente.
    Siamo quasi al termine della seconda settimana di Primaria (Edoardo fa i sei giorni) e io ancora non mi ci sono abituata.
    Devo dare atto al mio ometto della bravura che ha avuto nell'adattarsi alla nuova situazione (ha pure perduto un dente in classe sabato scorso e ne è stato molto orgoglioso).

    Nel frattempo ci diamo molto da fare con le cornicette e ne sto scovando ovunque nel web!

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    1. In effetti il cambiamento dalla materna all'elementare è drastico, sia per loro che per noi mamme, che dobbiamo riorganizzare la routine.
      Bravo al tuo ometto che si è subito ambientato, noi ci stiamo ancora lavorando... :(
      Ma ci sono miglioramenti... quindi confido nel futuro!
      Un abbraccio Eli

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  11. Anche qui il carico emozionale per inizio scuola primaria c'è stato e si somma a quello per la nuova casa. Bellissima la conclusionale del tuo post!!!

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    1. Immagino il Ricciolino con il suo zainone... e gli auguro di riempirlo con un carico di tante cose belle, come la Famiglia che lo circonda, il profumo di casa e la voglia di scoprire un mondo nuovo: la scuola. In bocca al lupo! Eli

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